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     COMMERCIALE
    Limite uso contanti 2019: € 3.000,00

La normativa Antiriciclaggio che prevedeva l’utilizzo di contanti fino a € 999,99 è stata modificata per l’effetto della legge di stabilità .
Per il 2019, il limite di utilizzo del contanti è di € 3000,00 fatta eccezione per il
money transfer, per il quale i limite rimane di € 999,99, e salve alcune precisazioni per assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a 1.000 euro che dovranno riportare (oltre a data e luogo di emissione, importo e firma) l'indicazione del beneficiario e la clausola "non trasferibile".
E non serve frazionare il pagamento, perché il reato si configura anche in caso di pagamenti diluiti in più tranche inferiori al limite: la violazione avviene infatti anche se questi “appaiono artificiosamente frazionati”.
Sono solo gli operatori del commercio al minuto e soggetti assimilati ( es. alberghi, ristoranti, artigiani che rivendono beni prodotti nei propri laboratori, ecc.) e le agenzie di viaggio e turismo a poter ricevere pagamenti in contanti superiori ai € 3.000,00.

Con l’ordinanza n. 8266 del 4 aprile 2018 la Cassazione ha stabilito, inoltre, che l'Agenzia delle Entrate può compiere accertamenti sui conti correnti bancari o postali senza fornire alcuna motivazione e senza che ci siano indizi gravi.
Le banche, assicurazioni, Poste Italiane e ogni operatore finanziario hanno l’obbligo di comunicare al Fisco tutte le informazioni relative ai conti e alle operazioni finanziarie compresi saldi, importi e movimentazioni.
Tutti questi dati verranno poi inseriti in quelli della Anagrafe Tributaria che potrà incrociarli con quelli in suo possesso come Certificazioni ISEE, dichiarazioni dei redditi, cartelle esattoriali ecc.
Ne consegue che basta un versamento maggiore rispetto ai limiti previsti per far scattare l’avviso in prima istanza da parte dell’operatore finanziario che, nel caso non abbia ricevuto delle adeguate giustificazioni sulla provenienza del denaro, può dare origine a degli accertamenti fiscali.
Le violazioni delle nuove normative antiriciclaggio sono punite con una sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore a € 3000,00.
Per
evitare di incorrere in sanzioni la soluzione è unica: la tranciabilità dei movimenti.
Questo spiega anche il successo dei
conti on line e delle carte conto legate a un codice Iban che permettono di eseguire tutte le principali operazioni legate ai
conto correnti tradizionali ma gestendo tutte le operazioni comodamente dal divano di casa o in mobilità.
Inoltre, questo tipo di soluzioni garantiscono dei servizi accessori innovativi (basti pensare alle carte Contactless) e una consistente riduzione dei costi di gestione.

 

 

PENALE

Ingiuria e diffamazione, messaggi diffusi a mezzo web, bacheca social media (facebook)

Cassazione penale, sez. I, sentenza 02/01/2017 n. 50

La diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l'uso di una bacheca "facebook" integra un'ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell'art. 595 terzo comma cod. pen., poiché trattasi di condotta potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato o comunque quantitativamente apprezzabile di persone.

 

PENALE

Operazioni inesistenti, emissione fatture, società emittente, società utilizzatrice, medesimo amministratore

Cassazione penale, sez. III, sentenza 06/02/2017 n. 5434

In tema di reati tributari, la disciplina in deroga al concorso di persone nel reato prevista dall'art. 9, D. Lgs. 10 marzo 2000, n. 74 non si applica laddove il soggetto emittente le fatture per operazioni inesistenti coincida con l'utilizzatore delle stesse. (Il principio è stato affermato, nella specie, in relazione a persona fisica amministratore delle società, rispettivamente, emittente ed utilizzatrice delle medesime fatture per operazioni inesistenti).

 

PENALE

Delitti contro la libertà individuale, disabile, posto riservato, parcheggio, violenza privata

Cassazione penale, sez. V, sentenza 07/04/2017 n. 17794

Costituisce violenza privata la condotta di chi impedisce, ponendo la propria autovettura negli spazi riservati, all'avente diritto di parcheggiare la propria autovettura; ciò rappresenta infatti una modalità di coartazione dell'altrui volontà, peraltro realizzata con la piena consapevolezza dell'illiceità della propria condotta.

 

PENALE

Impugnazioni, appello, cognizione del giudice, benefici, pene detentive brevi, sanzioni sostitutive, applicabilità d'ufficio

Cassazione penale, SS.UU., sentenza 17/03/2017 n. 12872

Il giudice di appello non ha il potere di applicare d'ufficio le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi se nell'atto di appello non risulta formulata alcuna specifica e motivata richiesta con riguardo a tale punto della decisione, dal momento che l'ambito di tale potere è circoscritto alle ipotesi tassativamente indicate dall'art. 597, co. V c.p.p., che costituisce una eccezione alla regola generale del principio devolutivo dell'appello e che segna anche il limite del potere discrezionale del giudice di sostituire la pena detentiva previsto dall'art. 58 della L. n. 689 del 1981. 

 

PENALE

Omesso versamento delle ritenute previdenziali

Sentenza n. 22140 ud. 11/01/2017 - depositata del 08/05/2017

In tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, al fine di accertare il superamento della soglia di punibilità di euro 10.000 annui (introdotta dall'art. 3, comma sesto, del d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8), l’ammontare delle ritenute omesse deve essere verificato in riferimento al momento in cui le obbligazioni rimaste inadempiute sono sorte, a prescindere dal termine di scadenza previsto per il versamento, che rileva esclusivamente ai fini della individuazione del momento consumativo del reato.

 
LAVORO

Trasferimento del lavoratore

Cass. civ. Sez. lavoro, 19-05-2017, n. 12729

L' art. 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992, laddove vieta di trasferire, senza consenso, il lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente, deve essere interpretata in termini costituzionalmente orientati in funzione della tutela della persona disabile, per cui il trasferimento del lavoratore è vietato anche quando la disabilità del familiare, che egli assiste, non si configuri come grave, a meno che il datore di lavoro, a fronte della natura e del grado di infermità psico-fisica di quello, provi la sussistenza di esigenze aziendali effettive e urgenti, insuscettibili di essere altrimenti soddisfatte.

 
LAVORO

Omesso versamento delle ritenute previdenziali

Sentenza n. 22140 ud. 11/01/2017 - depositata del 08/05/2017

In tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, al fine di accertare il superamento della soglia di punibilità di euro 10.000 annui (introdotta dall'art. 3, comma sesto, del d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8), l’ammontare delle ritenute omesse deve essere verificato in riferimento al momento in cui le obbligazioni rimaste inadempiute sono sorte, a prescindere dal termine di scadenza previsto per il versamento, che rileva esclusivamente ai fini della individuazione del momento consumativo del reato.

 

PREVIDENZA

Indennità di accompagnamento

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – ordinanza 13 gennaio – 15 marzo 2016, n. 5032

“... Va, dunque, ritenuto che la capacità dell’assistito di compiere gli elementari atti giornalieri debba intendersi non solo in senso fisico, cioè come mera idoneità ad eseguire in senso materiale detti atti, ma anche come capacità di intenderne significato, portata ed importanza anche ai fini della salvaguardia della propria condizione psicofisica; e come ancora la capacità richiesta per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento non debba parametrarsi sul numero degli elementari atti, giornalieri, ma soprattutto sulle loro ricadute, nell’ambito delle quali assume rilievo non certo trascurabile l’incidenza sulla salute del malato nonché la salvaguardia della sua “dignità” come persona (anche l’incapacità ad un solo genere di atti può, per la rilevanza di questi ultimi e per l’imprevedibilità del loro accadimento, attestare di per sé la necessità di una effettiva assistenza giornaliera: cfr. per riferimenti sul punto: Cass. 13362/2003). ….”

 

 

PREVIDENZA

Indennità di accompagnamento

Cass. sent. n. 1323/2016

la pensione d'invalidità e l'accompagnamento si trasmettano anche l'erede che non si sia preso cura del deceduto

Gli eredi dell’invalido hanno infatti diritto  alle quote della pensione d’inabilità e dell’indennità di accompagnamento maturate dalla domanda amministrativa alla morte dell’invalido avvenuta in epoca anteriore all’accertamento dell’inabilità da parte della competente commissione provinciale.

 

SEPARAZIONE DEI CONIUGI

Addebito della separazione

Cass. civ. Sez. I, 10-05-2017, n. 11448

In tema di separazione personale dei coniugi la pronuncia di addebito non può fondarsi sulla sola violazione dei doveri che l'art. 143 c.c. pone a carico dei coniugi essendo, invece, necessario che tale violazione abbia assunto efficacia causale nella determinazione della crisi coniugale.

 

MATRIMONIO E DIVORZIO

Assegno di divorzio

Cass. civ. Sez. I, 10-05-2017, n. 11504

Il parametro di riferimento cui rapportare il giudizio sull' "adeguatezza-inadeguatezza" dei mezzi dell'ex coniuge richiedere l'assegno di divorzio e sulla possibilità-impossibilità per ragioni oggettive dello stesso di procurarseli va individuato non più "nel tenore di vita avuto in costanza di matrimonio", ma nel raggiungimento dell' " indipendenza economica" del richiedente: se è accertato che quest'ultimo è economicamente indipendente o è effettivamente in grado di esserlo non deve essergli riconosciuto il relativo diritto.

 

CIRCOLAZIONE STRADALE- RESPONSABILITA' CIVILE

Cosa in custudia

Cass. civ. Sez. III, 12-05-2017, n. 11785

Allegata e dimostrata da parte dell'automobilista danneggiato l'inattesa e imprevista presenza sulla carreggiata di un'autostrada di un animale selvatico con cui non era stato possibile evitare la collisione, la società di gestione autostradale, titolare del potere di custodia della cosa, per vincere la presunzione di responsabilità ex art. 2051 c.c. , deve dare la dimostrazione positiva che la presenza dell'animale fosse stata determinata da un fatto imprevedibile ed inevitabile, idoneo ad interrompere il nesso di causalità tra l'evento dannoso e la cosa custodita, non potendosi tale nesso ritenere escluso dalla mera presenza di una rete di recinzione, ancorché integra, in corrispondenza del tratto autostradale interessato dall'incidente.

 

SANZIONI AMMINISTRATIVE

Verbale d’infrazione al codice della strada – Ausiliari del traffico

Cass., sentenza n. 2973 del 15 gennaio 2016

Con la sentenza numero 2973 del 15 gennaio 2016, pubblicata il 16 febbraio 2016 la Corte di cassazione ha stabilito che, mentre i dipendenti delle aziende di trasporto pubblico possono elevare multe agli autoveicoli solo con riguardo alle corsie riservate ai mezzi pubblici, gli ausiliari della sosta devono limitare il proprio raggio d’azione alle aree di sosta in concessione e limitatamente agli spazi delimitati dalle strisce blu. In caso di reciproci ”sconfinamenti”, i verbali sono nulli, e questo indipendentemente o meno da delibere comunali che ne amplino i poteri.

 

 

SANZIONI AMMINISTRATIVE

Verbale d’infrazione al codice della strada – Ausiliari del traffico

Cass., sentenza n. 2973 del 15 gennaio 2016

Con la sentenza numero 2973 del 15 gennaio 2016, pubblicata il 16 febbraio 2016 la Corte di cassazione ha stabilito che, mentre i dipendenti delle aziende di trasporto pubblico possono elevare multe agli autoveicoli solo con riguardo alle corsie riservate ai mezzi pubblici, gli ausiliari della sosta devono limitare il proprio raggio d’azione alle aree di sosta in concessione e limitatamente agli spazi delimitati dalle strisce blu. In caso di reciproci ”sconfinamenti”, i verbali sono nulli, e questo indipendentemente o meno da delibere comunali che ne amplino i poteri.

 

SANZIONI AMMINISTRATIVE

Verbale d’infrazione al codice della strada – nullità della multe elevate con autovelox privi di taratura

Corte Costituzionale, con la sentenza del 29 aprile 2015 numero 113

La Corte Costituzionale, con la sentenza del 29 aprile 2015 numero 113, sulla scorta a dire il vero della giurisprudenza dei Giudici di Pace di tutta Italia, ha definitivamente sancito l’incostituzionalità dell’articolo  45 c. 6 del Codice della strada “nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura”. In altre parole, se non c'è la revisione la multa effettata con l'autovelox non ha alcun valore.

Infatti, per la Consulta, "qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione. Si tratta di una tendenza disfunzionale naturale direttamente proporzionata all’elemento temporale. L’esonero da verifiche periodiche, o successive ad eventi di manutenzione, appare per i suddetti motivi intrinsecamente irragionevole”.

E quindi, in mancanza di verifiche periodiche conformi alle relative specifiche tecniche, la funzionalità dell’apparecchiatura  “degrada tuttavia in assoluta incertezza quando queste ultime non vengono effettuate”.

 

 
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